Visualizzazione post con etichetta wall-e. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta wall-e. Mostra tutti i post

venerdì 7 novembre 2008

WALL•E, Eva e la Mela


Ce l'ho fatta, sono andata a vedere WALL•E! Allarmante, malinconicamente profetico, ma sicuramente delizioso! Ho semplicemente adorato i titoli di coda, che vedono la rinascita della civiltà sulla Terra attraverso l'evoluzione dell'arte mondiale, dai pittogrammi sui muri delle grotte a Van Gogh.

Ma ho soprattutto notato la "sottilissima" autocelebrazione che la Pixar ha inserito a favore di Steve Jobs, maggiore azionista dell'azienda d'animazione. Eve, o Eva - per meglio evidenziare il riferimento al biblico personaggio femminile e alla sua "apple" - sembra una futura parente del computer col quale scrivo, minimal, lucida e bianca. Per non parlare del familiare suono che emette lo sgangherato Wall•e una volta terminato di ricaricare le batterie solari. In ogni caso, lo ripeto, delizioso!


martedì 28 ottobre 2008

100 anni di cartoon


Divisi in sei macro categorie (gli Esordi, Il mondo Disney, Il mondo Warner, I giapponesi, Gli italiani, I cartoon "dei grandi") i cartoni animati hanno raggiunto il traguardo del primo secolo di vita. 

Il mio preferito? Mi limito a due macro categorie: prima e dopo il digitale.
Indiscusso vincitore del primo periodo storico è La spada nella roccia. Disegni strepitosi, divertentissimo, magia e storia combinate insieme e... niente storie d'amore o canzoni "smielose". 
Il secondo periodo, l'era dell'intervento digitale, è decisamente più difficile: ormai sulla tecnica e sulla bellezza puramente estetica c'è poco da dire, sono praticamente scontate, e questo ha permesso la costruzione di storie meravigliose, profonde, geniali e spesso commoventi. Hanno portato i cartoons a un livello superiore, ad un target più adulto senza dimenticare i piccoli. Shrek, Nemo, Ratatouille e Kung Fu Panda (e non vedo l'ora di ammirare il acclamato Wall.E) per citare alcuni tra i migliori. 
E, per chi se la sente, consiglio assolutamente la visione in lingua originale; l'italiano purtroppo tralascia giochi di parole, allusioni, sfumature e accenti irripetibili. Certo, un'eccezione c'è: volete mettere quel quid che da il vero accento della capitale ai romani di Asterix?